Chiara Daino
CORPI DI CARTA CHIARA
SIETE DEI SIETE DEI
Il Leggio
2016, Romanzo
L'Arte del Ragno L'ARTE DEL RAGNO
Lulu.com
2015, Versi
Al Pubblico Nemico AL PUBBLICO NEMICO
Lulu.com
2014, Romanzo
Siamo Soli [morirò a Parigi] SIAMO SOLI [MORIRÒ A PARIGI]
Zona Editrice
2013, Romanzo
L'Eretista L'ERETISTA
Sigismundus Editrice
2011, Romanzo
Lupus Metallorum LUPUS METALLORUM
Lulu.com
2011, Opera Martire
Metalli Commedia METALLI COMMEDIA
Thauma Edizioni
2010, Poema Borchiato
Virus 71 VIRUS 71
Aìsara Edizioni
2010, Versi
La Merca LA MERCA
Fara Editore
2006, Romanzo
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LiveUs Estratto da LiveUs
10 Settembre 2014 11:52:23




  • IL BASSISTA PURO: non è un chitarrista. Hai capito? Non è un chitarrista. Tu, ignorante e supponente omiciattolo che ascolti la radio, la sai la differenza tra un basso e una chitarra? Sai cosa sia una sezione ritmica? Sai quale sia la differenza tra un basso e un basso elettrico? No! Non la sai! E allora taci e rotola, suino, e supino. Il bassista puro è un puro bassista e deve sopportare l’incompetenza globale! Grazie alla sua arte, alla sua tenacia, e alla sua bravura, riuscirà a sopravvivere a tanta ignoranza. Del resto: all’Onnipotente servirono sei giorni per creare il mondo. Al bassista puro bastano quattro corde.
    Destino preconizzato: maniaco di Pastorius, afflitto da gastrite cronica.
    Antidoto: non pervenuto. N.U.C., Nessun Umano Coinvolto.

  • IL BASSISTA SFIGATO: ha sacrificato i capelli; ha rinunciato a qualsiasi rapporto sociale; ha sofferto come nessuno soffrirà mai; è bravo bravissimo grande grandissimo e poliedrico. Eppure eppure eppure... Lo riconosceranno solo da morto. Lo sa e non perde occasione per lamentarsene, specie quando a sessant’anni suona in una cover band di ventenni che lo sfottono.
    Destino preconizzato: volevo – potevo – sapevo.
    Antidoto: fatti una vita!

  • IL BASSISTA RINOCERONTE: non ti considera. Non hai capito. Chi sei tu? Perché sei qui? Perché mi ascolti? Io sono un monaco zen e se voglio mangio insalate di ukulele perché il mio cartone animato preferito è Ufo Robot e se non hai colto il riferimento non è un problema mio. Io vivo tranquillo, so suonare, sono in equilibrio. Faccio l’amore regolarmente e il mio intestino è un meccanismo perfetto, come me. Io mi amo, mi rispetto, e non cago il cazzo al prossimo mio. Decido io. E decido se suonare o se dormire. Mollami.
    Destino preconizzato: l’Omone (si narra che l’esemplare zero del bassista rinoceronte viva in quella ridente cittadina di Albisola...).
    Antidoto: grigliata mista. Barbecue batte basso.

  • IL BASSISTA ORNAMENTALE: o è figlio del conservatorio (capace ma decisamente non commerciale e non commerciabile) o è uno strumentista della differenziata. Cioè? È finito. È finito ad accompagnare attori e poeti minori.
    Destino preconizzato: underground colto.
    Antidoto: sagre di paese.

  • IL BASSISTA DI RIPIEGO: non è un bassista. Teoricamente suonerebbe la chitarra, ma è inutile come chitarrista e come essere umano. Per sua fortuna: più elementi ci sono in una band, più il pubblico è felice. Si agita come un ossesso, sul palco e in sala prove; è odiato da tutti gli altri musicisti e odia tutti gli altri musicisti, ma “fa scena e funziona”.
    Destino preconizzato: presenza scenica con contratto da precario.
    Antidoto: guardarsi allo specchio.

  • IL BASSISTA COMPLESSATO: si sente Francesco Petrarca sconfitto da Pablo Neruda; si sente Giotto sconfitto da Van Gogh; si sente Vivaldi sconfitto da Chopin. Si sente triste, solo, incompreso e destinato alle sofferenze più atroci. Sul palco interpreterà sempre il ruolo del gatto di marmo, immobile come una statua si fisserà i piedi, senza degnare di uno sguardo il pubblico incompetente o i compagni di musica, puttane carismatiche e ignare del destino oscuro che tutti ci cancellerà. Con un click.
    Destino preconizzato: sfottere i tastieristi, perché sono gli unici più complessati di loro.
    Antidoto: dieci gocce di un farmaco antidepressivo a scelta.

  • LA BASSISTA: vince. Sia brava. Sia brava e bella. Sia bella e inutile. Sia quel che sia: la bassista “fa fico”.
    Destino preconizzato: o sei Claudia Natili o no. Ferme tutte! Niente panico! Stai tranquilla, cara bassista, anche se non sei Claudia Natili (mi dispiace, ma non ha ancora deciso di clonarsi) vivrai comunque di rendita. E non dovrai sapere suonare e capire la differenza data dal suonare con le dita, con un plettro di metallo, con un plettro di feltro o con un plettro d’osso...
    Antidoto: non pervenuto. L’umano è sempre lo stesso umanottero prevedibile. In ogni ambito e in ogni secolo.

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