Chiara Daino
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LiveUs Estratto da LiveUs
14 Aprile 2014 22:58:21


[o: della SINDROME DA RE]


«Scommettiamo?»
«Quando e quanto vuoi, Daniele»
«50 euro?»
«Andata!»
«Pezzali canta non prometti e non pretendi Sindrome da Re»
«Pezzali canta non prometti e non pretendi Si prometta a Te»
«Dama, non bestemmiare!»
«Assereto... Da Umanista apprezzo, ma hai perso...»
«Controllerò in Rete!»
«Dai Conan, tuffati in mezzo al pixel...»

[...]

«Dama?»
«Sì?»
«Pezzali mi deve 50 euro che Ti darò»
«Eheheh!»
«Però Tu che SEI UN MITO, puoi distruggermi un mito? »

Tratto da una conversazione vera [grazie Max Pezzali: i 50 euro più facili della mia esistenza].
E tutto è: spunto e scintilla. Sgengivando felice in quanto stregatta m’interrogo: perché un poeta per dirsi Poeta maiuscolo deve sempre e solo citare Wislawa Szymborska e Marina Ivanovna Cvetaeva? [Le amo ma – zampa destra sul Black Album – mai imparai nominarle correttamente].

Trilussa e Marziale? Così... Ogni tanto.

E ancora: Luca Salvatore s’indignò perché Dama ama i Nobraino... [Portate parecchia pazienza: non di sola filologia romanza vive l’autore]. Amen. Genuino chiedersi: A LIVELLO TESTUALE qualcuno, di grazia, mi spieghi la differenza tra...

«Ti scrivo ettolitri d’endecasillabi»
e
«La chiamavano bocca di rosa, metteva l’amore sopra ogni cosa».

Vogliamo parlare dell’indimenticato e indimenticabile «a Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata; a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie»?
Siamo serii. E coerenti.
M’inchino a Pagani tanto quanto a Pezzali [tiè! E prima d’insultarmi: tributate a Martha Medeiros il giusto! La poesia che tanto amate di Neruda NON è di Pablo].

Pezzali è archetipico, Vi piaccia o meno [e lo scrive chi vanta il Metallo anche nelle rotule: Vi ricorda qualcosa «LASCIALA STARE?». Spiacente... NON è degli Atroci]. Vogliamo tradurre i testi dei Twisted Sister? Obituary? Alice Cooper? Mentre guadagnerò altri soldi facili [Jem canta CON PASSIONE, Assereto... Non canta: COMPASSIONE] mi cullo nelle rimembranze: «Ti sento vivere» è motivo tatuato. E potrei descrivere meglio di un poeta barocco ogni cucitura di quel guanto sinistro di pile verde scuro maculato con arricciatura al polso donatomi per sopportare insieme il freddo di liceali che si dividevano cuffiette e muffole... Potrei ancora emozionarmi e ancora mi emoziono quando risento:

«Ti vorrei far vedere
tutti i miei foglietti e le lettere
che ti vorrei spedire
ma non ho il coraggio e non so perché...

Perché non è facile
forse nemmeno utile
certe cose chiare dentro poi non
escono, restano, restano

Vorrei dirti, vorrei
ti sento vivere
in tutto quello che faccio e non faccio ci sei,
mi sembra che tu sia qui
sempre».


Ricordo Roberto e Pezzali.
Non ricordo chi scopai ieri.
FUCK LIKE A BEAST: ottimo.
Cosa resta?
Resta quel «vedo le fedi alle dita di due che

porco giuda potrei essere io

qualche anno fa».


Agli ANNI D’ORO: CHEERS!

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