Chiara Daino
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Damascena Estratto da Damascena
10 Settembre 2009 15:19:35

Chiara Daino_Stratocaster

Music for Peace Aid. E quale Musica? E quando Guido [Conforti] mi contattò per l’happening Più di Uno – chiedendomi che cosa intendessi performare per l’occasione, la risposta non poteva che essere: «un brano del Lupus!». Piùccheconsapevole: nel mezzo degli Artisti [sul Palco] e degli Astanti [nel Pubblico] qualcuno sarà scosso da moto indigesto [conosco – sic! – troppo bene certo genovesume] per la coniuctio Peace-Heavy Metal… E non posso che: ridere. Non posso che ricordare: quel senso di Fratellanza e di Famiglia che connatura la Musica Metal. Nell’ovunque e nel comunque – fino alla fine del fiato – i bambini borchiati lotteranno insieme. Perché la Storia la scrivono tanti singoli che musicano e mirano: lo stesso spartito e lo stesso scopo. Lasciando agli altri la strage fratricida millantata e mascherata da perbenismo [nigro notanda lapillo!].
http://moulinrouge.wordpress.com/2009/09/10/piu-di-uno-music-for-peace-aid/

voce di vento[1]

ho parlato al vento, il vento mi ha parlato
«sono solo sogni»: è stata la sua sentenza
ho provato a partire dallo Stato Mentale
[ non ero certo – convinto: non cercavo
come chiudere il cerchio – del mio castello:
riserva  di aria ]
e soffro e solo e sento la strale del dolore
secco – le lacrime [ all’angolo dell’occhio ]

ho parlato al tempo, il tempo mi ha parlato
«non piangere»: solo questo. il suo – ordine
ho provato a vivere libero, vivendo la vita
la mia ricerca [ di te ] continua:
mi racconto
lucide bugie
mi ritaglio verità artificiali a cui credere, 
ma la tua voce non arriva non – ancora

raccontami storie, non voglio sentire il silenzio
resta con me, voglio sentire: i toni del tuo rosso
parla con me, con chi non si vuole: sentire solo
piangi per me, per melodiare il mio nome magro
lacrima per me, lascia viva, eterna: la mia orma

ho parlato al cielo, il cielo mi ha parlato
«mamma morte ti aspetta»: la frase fine
piove – e ho parlato anche alla pioggia

ho parlato alla notte. e so che ora devo
aspettare [ solo un secondo ] prima che tu
sia qui. sei tu chi migliora – tutta la mia
attesa: il tempo che manca, che allontana

il quando del mio – esito: solo tu, sarai chi
mi darà dimora: domani – distrutte le mura
sarai tu a salvarmi dalla mia bocca di corvo
.

attendo l’arco dell’addio,
quando tu sciogli i nodi,
quando tu: liberi – resti

da me. domani
è dove: ti trovo
il mio riposo e il mio eterno.

ho parlato al mare, trono – nel timpano,
ho provato a preferire: la veglia al sonno,
ma duro nel dove dormo un reale riposo 

 

«curami e ripara ogni mio male»
le parole dette: a te, Dama nera!
[ ho parlato con te che non parli
la morte è muta: mastica

e sputa ]


[1] Talk to the Wind, Shadows of Steel


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