Chiara Daino
CORPI DI CARTA CHIARA
SIETE DEI SIETE DEI
Il Leggio
2016, Romanzo
L'Arte del Ragno L'ARTE DEL RAGNO
Lulu.com
2015, Versi
Al Pubblico Nemico AL PUBBLICO NEMICO
Lulu.com
2014, Romanzo
Siamo Soli [morirò a Parigi] SIAMO SOLI [MORIRÒ A PARIGI]
Zona Editrice
2013, Romanzo
L'Eretista L'ERETISTA
Sigismundus Editrice
2011, Romanzo
Lupus Metallorum LUPUS METALLORUM
Lulu.com
2011, Opera Martire
Metalli Commedia METALLI COMMEDIA
Thauma Edizioni
2010, Poema Borchiato
Virus 71 VIRUS 71
Aìsara Edizioni
2010, Versi
La Merca LA MERCA
Fara Editore
2006, Romanzo
Blog



Facebook Estratto da Facebook
25 Novembre 2008 23:08:40


THE POWER OF THY (S)WORD
[ di Marco Turco, giornalista e batterista degli Atreides ]


«E se traducessi “steel” con “ferro”?»
Iniziò così la mia chiacchierata con Chiara, quando mi annunciò il suo progetto di traduzione di testi Heavy Metal. Pardon: di raccolta di poesie. E guai a chi fa il mio stesso errore.
«Insomma... la parola “acciaio”, come suono FA SCHIFO» -questo mi diceva Chiara. Partiamo male, pensai: già si va a minare le fondamenta. Glie lo dissi subito: guarda che sei andata a prendere un termine che è fondamentale.
L’acciaio. Quello di Conan il barbaro. Il Metallo per eccellenza.

Da quando esiste l’Heavy Metal, da quando mr. Judas Priest lo partorì, il Metallo è sempre stato quello -steel. Il metallo per antonomasia: più tagliente, più lucido, più resistente. Che non arrugginisce. Come la musica che rappresenta: quella musica che può permettersi di essere anacronistica in un album, e d'avanguardia nell'album successivo.

Quella musica che sa far sposare Paradiso e Inferno, che sa far giocare a dadi un angelo e un baro, che sa raccontare di milioni di cosmi distrutti e di mondi che vivono al di là degli specchi. Di peccato e di redenzione, di amore e di odio. Di vita e di morte: e che quindi, va (molto) al di là di ogni tempo. Anzi: che del tempo se ne fotte. Perché, con la quarta dimensione, il Metallo ha imparato a giocarci da sempre, come un bambino gioca con un orologio finto.

Quella musica che ha imparato a intrecciare incubi e chitarre come si intrecciano gli intestini di un corpo umano, e poi ha mollato in mano al suo ascoltatore la matassa sanguinolenta dicendoli: adesso districa –se ci riesci- e cerca di capirci qualcosa!
Quelle musica che, da trent'anni, sta raccontando una storia (e milioni di storie) che pochissime volte qualcuno ha cercato di interpretare. Chiara Daino è una di questi qualcuno.

Poesia: figuriamoci, si potrebbe dire. Il testo di una canzone rock a volte non lo leggono nemmeno i fan. Una volta lo facevano: quando dovevi conoscere le parole, per cantarle sotto il palco o tatuartele sulla pelle. Ma -diciamolo, oggi ci sono quelli che il booklet non ce l’hanno nemmeno: perché non hanno mai comprato il cd.
Forse l’Heavy Metal ha dalla sua qualche eccezione in più: il calendario mentale dell'ascoltatore medio di Metallo, di solito, viaggia ancora tra gli ‘80 e i ‘90. E, con buona pace del suo portafoglio, i cd (ogni tanto) li compra ancora. O quantomeno si va a cercare i testi sul web. Poi ci sono i fissati: quelli che il booklet ce l'hanno originale, il testo lo sanno a memoria e ti sanno pure trovare i riferimenti, le fonti di ispirazione.
Quindi, chissà: con un genere di musica come questo, poteva avere un senso: trasformare le parole in poesia. Almeno provarci.

Che poi, uno dice: è la musica che conta, no? Mica le parole. Cioè, ci sono band che manco ce l’hanno un cantante: sarà mica un cantante uno che di soprannome fa “Corpsegrinder” e che per dueminutietrentasecondi rutta nel microfono qualcosa tipo «niaarrawgawrafreybruarartrlaaauratgbraefgruagwaragh» et cetera? E invece, Chiara ha anche tradotto loro, i Cannibal Corpse.

Come ha tradotto i dedali dei Death e i sospiri dei Savatage, i Dark Tranquillity e i Testament, gli immancabili Maiden e i 'Tallica, i nonni (Black Sabbath, Judas Priest e Motorhead) e i nipoti (Nightwish, System of a Down, Cadaveria), gli italiani Lacuna Coil che li conoscono tutti ma anche i sempre italiani Sadist che magari li conosce qualcuno in meno. E i Manowar, pure loro. Quelli dal cui manifesto Heart of Steel ebbe inizio la chiacchierata di cui sopra.

Chi se lo aspettava che i Carcass, tra un cadavere sezionato e l’altro, avessero scritto che “senza la sfera sensibile le corde del tuo cuore sono tronche”? O che i versi di Chiara sui testi dei Blind Guardian potessero DAVVERO evocare Frodo e Merlino? O ancora: andatevi a guardare come Chiara rilegge gli Slayer:
il carcame possiede la mia anima
la serpe ha perso: ogni controllo
Leggete: sentirete FREDDO, ve lo garantisco. Senza nessun bisogno delle chitarre di King e Hanneman che tempestano sullo sfondo.

Perché -eccoci- proprio questo è riuscita a fare, quella là che non voleva tradurre steel con acciaio perché faceva schifo: a ricostruire il suono. In fin dei conti, è vero: nell’Heavy Metal è la musica che conta. E infatti Chiara Daino, dell’Heavy Metal, ha capito TUTTO. Ne ha colto l’essenza, il cuore. Il potere della sua parola. Calda come l'inferno o fredda come una lama. Che sia di ferro, o di acciaio: come cazzo volete. Tanto è Metallo.

Open magic doors
They will know the Power of my (S)word

(MANOWAR)



***

Grazie Mark

Fratellurico TU!

Maggiori dettagli...


Share/Save/Bookmark




ChiaraDaino.it © 2011

ARCHIVIO STORICO

25 Novembre 2008 23:08:40
METALHOOD/METALMOOD


03 Novembre 2008 05:39:00
SCUSATE SE SONO


02 Novembre 2008 20:57:25
SCUSATE SE SONO


Vedi tutti...