Chiara Daino
CORPI DI CARTA CHIARA
SIETE DEI SIETE DEI
Il Leggio
2016, Romanzo
L'Arte del Ragno L'ARTE DEL RAGNO
Lulu.com
2015, Versi
Al Pubblico Nemico AL PUBBLICO NEMICO
Lulu.com
2014, Romanzo
Siamo Soli [morirò a Parigi] SIAMO SOLI [MORIRÒ A PARIGI]
Zona Editrice
2013, Romanzo
L'Eretista L'ERETISTA
Sigismundus Editrice
2011, Romanzo
Lupus Metallorum LUPUS METALLORUM
Lulu.com
2011, Opera Martire
Metalli Commedia METALLI COMMEDIA
Thauma Edizioni
2010, Poema Borchiato
Virus 71 VIRUS 71
Aìsara Edizioni
2010, Versi
La Merca LA MERCA
Fara Editore
2006, Romanzo
Blog



Facebook Estratto da Facebook
02 Novembre 2008 00:55:58
SCUSATE SE SONO stanca SCUSATE SE SONO costole e catrame macello e mulino irritata e irritante un suono molesto [ in sottofondo ] Scusate chi si scusa. Per essere. Per avere. Ho una *pessima reputazione* da difendere [ Angelo mio non dire mai quando mi hai vista piangere, non dire mai quanto hai visto dietro la maschera, a luci spente, lontano dal palco. Tu non dire mai, Angelo mio. E se mai ti faranno piangere, vieni da me: saprò difenderti perché saprò vederti ]. Scusate gli amici, i pochi giganti – che mi seguono: il mio paziente corteo funebre – mi veglia mi vigila – nel tiro della *fune*, per strappare sorrisi ai sorsi, per sollevare [ e trattenere ]. Scusate il disturbo, ogni mio rapporto malato, scusate se scrivo, la fuga di pensieri e la perdita della memoria. Scusate se ho scelto di vivere: tutte le voci. E nessuna logica comune. Scusate la matrice quadrata e invertibile, il numero delle incognite [ Kramer contro Cramer ]. Ho un personaggio scomodo e un personaggio ingombrante, un ruolo maschile e una parte femminile: Gavroche e Vivien. E il coro non è completo: nuovi copioni mi preparano nuovi caratteri. E continuo a cercare un solo sublime silenzio. Per sentire, capire DOVE: mi sono persa. Mi sto chiamando piano, sempre meno: il mio nome magro. Non riceve bene. Solo le urla: sono forti e chiare. Il segnale verticale e di pericolo. E scusate il ritardo con cui rispondo: ero in equilibrio precario, dondolo di Eco e pendolo di Ego. Non ho ancora deciso – e “porto il peso: perdendo peso”... Scusate *l’ago teso* dei miei occhi tristi. Scusate la pretesa [ perché non vedete? ]: non è da tutti, non è per tutti – andare *oltre* la pelle. Scusate se sono e non sono. Se dico per tacere. Se *maschero* la morte: piccoli e perfidi trucchi. E avere un motivo, uno in più – per farmi male. Candida carogna. Scusate il corpo *facile* e la *natura* fragile: la pazzia e il panico, il coltello e la carezza, il peccato e la purezza. La mia paura doppia: essere forte, essere debole. Un cuore di metallo e un cuore di cristallo. Due fantasmi e un teschio solo. SCUSATE SE SONO scivolo: sciacallo [ *si nonima* strega ] grano rosso al grammo al chilo al chi lo dice la dice: macchia carnefice SCUSATE SE SONO complesso di cocci che chiamo – carne di corvo diadema ematoma: in gola le nocche e *livide* *per dita* che crema gialla e bionda grumo e di bile *lamia* pancia piatta dama dirà: due dardi uno di piombo e uno di vetro rotto a forza mai una scheggia, una sola. È senza sede e secca: in gola. Mai doma, non siede composta: la fame non sazia di un gesto... [ toglimi tutto, ma lasciami, lascia per me: un abbraccio che non ti serve ]. Fai finta di nulla e dimentica: lascia in cantina un abbraccio che non indossi più. Lascialo lì, lì per me, per molto meno: ho amato qualcuno... E congela... Più tossica del tabacco – che fuma che confonde [ e si nasconde meglio il cecidio: il costume di scena ]. Se vi pare, si chiude: SIPARIO! Non ancora. Un atto ancora. Dopo l’applauso si chiede scusa. Non voglio scendere. Non voglio spegnere. È questa: casa mia. Aspetto qualcuno. Signore mi scusi: la mancata simmetria e la visione distorta: un occhio per vedere vicino e un occhio per leggere lontano. Una mano che trema e una mano che taglia. Un piede sulla luna e un piede sotto terra. Una testa di Cazzo e una testa di Medusa. Signora mi scusi se pecco di pioggia: e amo le tempeste. E scusate lo sfogo e lo sfregio, se la bocca di Rosa ha licenziato il Riso [ e si scatena – fuori ]. Scusate se sono: e sbaglio. Se sbocco, se sillabo fuori tempo, fuori luogo. Il mio oggi è obbligo: «chiedi scusa al sistema!», «rendi grazie allo sperma!», «tieni la bocca chiusa!», «tieni a freno l’istinto!». CHIEDI SCUSA! E SALUTA! Scusa Scusa Scusa! Salve Salve Salve! Non basta? Non basta! Sei senza scuse... Non importa, in fondo: «perdono» è una parola – che muta. Cambia il come, cambia il dove. L’accento è tratto! E separa un momento felice... E ti ricordo. E grazie per quella canzone! E... quasi quasi mi dimenticavo... SCUSATE SE SONO due volte tanto due volte troppo SCUSATE SE SONO pessima compagnia compagna peggiore SCUSATE SE SONO sudario e sicario il palco il pugno e stiva e sangue SCUSATE SE SONO Chiara [ *Va bene, così?* ]
Maggiori dettagli...


Share/Save/Bookmark




ChiaraDaino.it © 2011

ARCHIVIO STORICO

02 Novembre 2008 00:55:58
SCUSATE SE SONO


30 Ottobre 2008 01:05:22
LANGUAGE IS A VIRUS


29 Ottobre 2008 23:17:57
Creative Writing - poetry - ContainerArt Poetry Revolution


Vedi tutti...