Chiara Daino
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Genovatune Estratto da Genovatune
06 Agosto 2008
"The saddest noise, the sweetest noise,
The maddest noise that grows"

"Il suono più triste, il suono più dolce,
Il suono più singolare che sorga"
[E. Dickinson]

VINCENZO PASTANO [accompagnato da: Antonello D'Urso (Chitarra), Ivano Zanotti (Batteria), Michele Turchi (Basso), Alberto Linari (piano e Tastiere)]: COMPRO VERITÀ

- Il giardino dei fiori morti
- Non ritorna più
- Per non morire
- Ragni d'oro

Prima l'Uomo - e poi: la sua versione compressa. COMPRO VERITÀ è dichiarazione di intenti/incanti: Vincenzo Pastano fissa la realtà come FITTA - densa distesa di dolore. "Non mi lamento" - precisa - "soffro in musica" e stende: estende le corde negli spazi di vita chiusa nella teca dai vetri oscurati, riflette al di là - della "nera cortina" per vedere oltre e dentro l'auto's [ad esso - senza mentire]. Lontano dal senso solare di felici/facili motivi, Vincenzo "romanza la morte" con sincerità, quella "morte" che è: continua, catarsi e catastrofe [lo spartito è s-cambio, si rivolta ogni intimo sentire]. Sono s-brani sinestetici: "penso per suoni e ogni pezzo è un colore che non sia il giallo". E suggella l'urgenza di suonare: sale sul sangue, sale sul palco, sale la lacrima di chi non maschera - il triste vero.

Colpisce il suo essere: "cantore del Pathos" - l?emozione suscitata nell?ascoltatore [Aristotele docet] è il solo scopo. Entrare in contatto nel cerchio che è credo: e sposa - i segni, siano cicatrici, note, parole. Un autore che "legge" i Cure e cita Emily Dickinson, nei passi, nei solchi di Alda Merini e Type O Negative, insieme. E proprio le liriche puntellano ogni [suo] costruire/creare: una poetica che parla italiano. Per non tradire, per tradursi al meglio. E le sue "verità" sono ventaglio di timbri e tempre [con testi di Luca Carboni, Andrea De Luca, Barbara Cola, Fabrizio Bordogna, Giacomo Barbieri, Alberto Despini, Giovanni Marinelli, Igor Macchia].

Ogni traccia impronta la ricerca dei suoi "simili", l?istante condiviso, compreso, mai concluso: "la Musica non finisce" - e procede. Ragno d'oro intesse i fili rossi, tendini e timpani. Teso nel contatto. Con l'altro: occhi che scandagliano/scandiscono il particolare, "un eccellente osservatore, una non comune umiltà" - sottolinea Michele Turchi. E chi [ne] scrive lo conferma: in tanto, troppo [!], sfoggio di pavoni gonfi, Vincenzo non vuole e non deve dimostrare [suona con Luca Carboni dal 2004, ha collaborato con Lucio Dalla, Stef Burns, Fede Poggipollini, Marc Ursell, Beppe D'Onghia, Barbara Cola, Roberto Terzani, George Mann, N.d.R] - si dona e si dedica. A chi puo' e sa: ricevere.

La verità: la radice di chi crede, conforme al Reale - l'amalgama resa, si alza e si segue. Eleva, esegue: volume al volere.

On y va...

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